ACCIAROLI STUDY: COME VIVERE CENT’ANNI

Cinquant’anni dopo la “scoperta” da parte del biologo e fisiologo americano Ancel Keys del “triangolo della lunga vita”, scienziati statunitensi tornano sul luogo del delitto. Curiosi e invidiosi, vogliono capire come mai nel fazzoletto di terra in cui domina la “dieta mediterranea”, si concentrino così tanti ultracentenari. L’università americana prevede di condurre esami del sangue e studi genetici su 300 centenari e supercentenari che abitano ad Acciaroli, paesino del Cilento, in cui risiedono circa 2.000 persone. Il gruppo di ricerca si propone anche di analizzare la genetica di figli e nipoti di questi individui.

 

 

Ritratto di Vittorio Calogero, insegnante di Yoga

Il responsabile dello studio, il dottor Alan Maisel, professore di medicina cardiovascolare della San Diego School of Medicine, ipotizza che fattori fondamentali di questa straordinaria longevità siano l’alimentazione di tipo mediterraneo e l’esercizio fisico.

La dieta del luogo sembra centrata su frutta, verdura, cereali, legumi, olio extra-vergine di oliva, pesce azzurro, latticini, vino e poca carne e…camminate.

Nei piccoli borghi campani sospesi tra mare e montagna la vita degli abitanti supera la media nazionale di 8 anni. Le donne raggiungono i 92 e gli uomo gli 85. In America, è ancora lontana la meta degli ottanta.

Viste le ancora enormi disparità di aspettative di vita, il progetto raccoglie l’interesse di molti e simboleggia uno sforzo crescente, a livello internazionale, volto a capire il motivo per cui alcune persone vivono significativamente più a lungo, e per lo più sani.

La ricerca suggerisce che sia un complesso mix di stile di vita, fattori genetici e ambientali a determinare la durata della vita di una persona, ma alcuni indicatori siano in assoluto nocivi o benefici.

Ad esempio, il fumo, l’obesità e il consumo elevato di zucchero e prodotti alimentari trasformati sono stati generalmente associati ad una maggiore probabilità di morte prematura. Così come influenze ambientali tipo l’inquinamento dell’aria, che può portare a mortalità precoce legato ad asma e altre malattie respiratorie.

Al contrario, i ricercatori hanno riscontrato che una dieta ricca di frutta, verdura, cereali non raffinati, pesce, olio di oliva, noci e fagioli, e con un consumo ridotto di derivati del latte, grassi saturi e carne – sembra fornire una spinta alla longevità. In particolare, sembra aiutare il controllo del peso e ridurre l’incidenza di malattie cardiache.

Alcuni studi sulla dieta mediterranea suggeriscono che ha effetti antiossidanti e combatte le infiammazioni nel corpo, fattori chiave nella prevenzione del cancro e per combattere disturbi digestivi, perdita di tessuto osseo e difficoltà con il sonno.

Nel 2014, uno studio su larga scala condotto dalla Harvard Medical School e Brigham and Women Hospital di Boston, ha rilevato che le persone che mangiano seguendo una dieta mediterranea tendono ad avere telomeri più lunghi, una sorta di cappuccio di protezione alla fine di filamenti di DNA. L’accorciamento dei telomeri nel corso degli anni è collegato al processo di invecchiamento.

Così come il Cilento anche le isole di Okinawa, in Giappone, hanno ricevuto molta attenzione in merito  alla correlazione tra dieta e longevità dei residenti. Gli abitanti osservati sono risultati essere raramente attaccati dal cancro o avere le arterie intasate. A Okinawa, in generale, sembra mangino un sacco di cereali integrali, verdure, tofu, un certo tipo di alga chiamata kombu, pesce e frutti di mare che possono aiutare i livelli di pressione arteriosa e mantenere il colesterolo basso.

Marta Pietroboni