A TAVOLA CON L’ARTE ASTRATTA

Orfeo scende agli Inferi per riprendere l’amata Euridice, sulla scia del mito platonico di Er, morto in battaglia e poi risorto per raccontare cosa aveva visto nell’aldilà.

Orfeo aveva ottenuto dalla dea Proserpina, intenerita dal suo grande amore, la possibilità di riportare in vita la sposa se nel percorso per uscire dall’Ade non si fosse mai voltato a guardarla. Ma all’ultimo aveva trasgredito e l’ombra di Euridice era stata riassorbita nel mondo infero. Trattato da Virgilio nel poema Georgiche, il mito di Orfeo – cui allude anche Dante nel IV canto dell’Inferno – divenne un soggetto pittorico molto diffuso (celebre la versione di Tiziano) e un tema letterario che ha ispirato Poliziano (“La favola di Orfeo”, opera teatrale scritta tra il 1479 e il 1480), rivisitato nel 1947 da Cesare Pavese nel racconto “L’inconsolabile” dai “Dialoghi con Leucò” e nel 1969 da Dino Buzzati nel “Poema a fumetti”.

 

Robert Delaunay, Rythme, Joie de vivre, 1930

Nel 1912 Guillaume Apollinaire aveva inaugurato il cubismo orfico, un movimento pittorico totalmente astratto (differente da quello con tratti figurativi alla Picasso), che si era sviluppato in Francia e innestava sulla corrente originale ricerche sulla luce e sul colore.

Nel cubismo orfico, rappresentato in particolare da Robert e Sonia Delaunay, il mito di Orfeo riaffiora come espressione astratta del dominio dell’arte sulle pulsioni originarie. Per la poesia e l’armonia, la loro pittura è definita da Apollinaire un “piacere estetico puro, una costruzione che colpisce i sensi e un significato sublime”. I Delaunay hanno siglato un movimento artistico imbevuto di ritmo, d’equilibrio e, appunto, di quell’archetipo originario dell’amore che è il mito di Orfeo. Nei dipinti astratti dei due grandi artisti i piani si espandono, si sfaccettano, si moltiplicano nei colori dello spettro ed evocano vortici luminosi. La loro visione estetica ‘orfica’ si attiva in una sintesi armoniosa tra rigore strutturale, geometrico, ed evasione lirica, con effetti di movimento illusorio.

L’osservazione di una forma, un oggetto, un paesaggio, o un dettaglio, porta spesso a interrogarci su quale principio si fondi lo stupore che esso provoca in noi, quindi sulla conseguente nostra interpretazione estetica. L’arte astratta ci ha insegnato a individuare le forme per somiglianza, per sovrapposizione di piani, per gradi di astrazione, per contrasto di colore e di valore artistico che l’oggetto innesca nella percezione e nell’elaborazione cognitiva, portandoci alla ricerca di un significato che, coinvolgendo la sensorialità globale, la musicalità allusa dalle forme astratte e la loro evocazione gustativa, ci porta a un’esperienza estetica davvero unica. ‘Assaporare’ l’arte astratta promette risultati di grande suggestione.

Ave Appiano

 

 

Foto:

  1. Robert Delaunay, Rythme, Joie de vivre, 1930.

L’ opera è conservate al Museo Nazionale d’Arte Moderna, Centro Georges Pompidou, Parigi

 

La figlia Chiara ci propone una composizione – dischi di frittata – con cui ci avviciniamo a gustare l’arte astratta, cogliendone il fascino estetico. La ricetta è semplice, ma si fonda sull’originalità dell’accostamento dei colori; per intensificarli, possiamo utilizzare dei coloranti naturali: barbabietola, spinacio, pomodoro e spirulina in polvere, ma anche fiori di cartamo, paprica, zafferano, nero di seppia, curcuma…

Attenzione, comunque, a dosare le quantità per assicurare sempre un giusto equilibrio nei sapori.

 

Dischi di frittata multicolore

 

Ingredienti per circa 8-10 frittatine di varie dimensioni

– 2 cipolle rosse

– 4 asparagi

– 50 g di carote grattugiate

– 1 spicchio d’aglio

– 3 uova

– 1 cucchiaino di paprica affumicata

– 1 cucchiaino di spinacio in polvere (in alternativa, polvere di spirulina)

– 1 cucchiaino di barbabietola in polvere

– olio extravergine d’oliva

– sale e pepe

 

Preparazione

Soffriggete qualche minuto le cipolle tagliate fini in olio, sale e pepe. Coprite con un brodo di verdure e cuocete a fiamma bassa per una decina di minuti.

Private gli asparagi della parte dura del gambo e cuoceteli in due cucchiai di olio, l’aglio schiacciato, sale e pepe per circa 10 minuti (dovranno restare croccanti). Una volta pronti, tagliateli a pezzetti.

Sbattete le 3 uova, ciascuna in un diverso recipiente. Nella prima ciotola aggiungete le carote grattugiate, la paprica affumicata, un cucchiaio di olio; nella seconda gli asparagi in pezzetti, la polvere di spinacio, un cucchiaio di olio. Nella terza la polvere di barbabietola, un cucchiaio di olio. Ogni volta mescolate bene. Regolate eventualmente di sale.

Rivestite 3 teglie rettangolari con carta da forno, versatevi le preparazioni e cuocete per circa 15 minuti in forno preriscaldato a 180°.

Sfornate le frittate, fatele intiepidire e poi con dei coppapasta di diverse dimensioni ricavate dei dischetti.

Componete i vostri piatti alternando dischi più piccoli a dischi più grandi.

Chiara Caprettini

www.nordfoodovestest.com

 

 

 

 

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