DAL 1970 A RIO+20

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L’ONU ha dichiarato il periodo 2005-2014 Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (DESS) affidando  all’UNESCO il compito di coordinarne e promuoverne le attività.

L’educazione in tale contesto va intesa in senso ampio, come istruzione, formazione, informazione e sensibilizzazione. Va dall’educazione scolastica alle campagne informative, dalla formazione professionale alle attività del tempo libero, dai messaggi prodotti dai media a quelli più in generale del mondo artistico e culturale. Ricomprende tutti gli input che provengono dalla società e ne contribuiscono a formare i valori e la cultura.  

La “cultura della sostenibilità” è una cultura basata su una prospettiva di sviluppo durevole di cui possano beneficiare tutte le popolazioni del pianeta, presenti e future, e in cui le tutele di natura sociale, quali la lotta alla povertà, i diritti umani, la salute vanno a integrarsi con le esigenze di conservazione delle risorse naturali e degli ecosistemi trovando sostegno reciproco.” (www.minambiente.it)

I principi su cui si basa il DESS sono i seguenti:

  • Interdisciplinarietà: lo sviluppo sostenibile è un tema trasversale che non compete una sola disciplina:
  • Acquisizione di valori: senza valori non servono le nozioni;
  • Sviluppo del pensiero critico e ricerca della risoluzione dei problemi: lo scopo dell’educazione è portare l’individuo a credere in se stesso di fronte ai problemi e alle sfide sempre nuove poste dallo sviluppo sostenibile, e in questo modo fornirgli gli strumenti per ricercare risposte concrete da applicare nella vita quotidiana e professionale;
  • Molteplicità di metodologie: è necessario utilizzare metodologie didattiche stimolanti e innovative, e soprattutto interattive, quali le esperienze pratiche, le attività all’aria aperta, i giochi, e far uso di materiali multi-mediali, artistici…tutti strumenti a supporto di un’educazione che sia davvero di qualità;
  • Decisioni condivise e “partecipate”: i discenti devono essere invitati a partecipare attivamente non solo nella pratica, ma anche nella programmazione dell’apprendimento;
  • Importanza del contesto locale: attenzione particolare va riservata alle problematiche locali; ed anche le questioni globali vanno trattate utilizzando il linguaggio più familiare al discente.
  • L’obiettivo del DESS non è dare risposte operative ai problemi concreti, bensì generare una cultura della sostenibilità nelle nuove generazioni.

 

Per saperne di più: http://www.unesco.org/new/en/education/themes/leading-the-international-agenda/education-for-sustainable-development

 

La storia dello sviluppo sostenibile

All’inizio degli anni ’70 e ancor di più negli anni ’80, matura la consapevolezza che lo sviluppo non può essere solo di natura economica e materiale e strettamente ancorato al momento presente, ma deve includere una serie di variabili che tengano conto non solo di altre dimensioni della società civile ma anche delle conseguenze intergenerazionali delle scelte operate oggi.

 

1972 – 1991: Le origini

Il primo step è la United Nations Conference on the Human Environment, che si tiene aStoccolma nel 1972, nella cui Dichiarazione si introducono concetti che evidenzino come sviluppo economico e sociale devono andare di pari passo.

Ma è nel 1987 che il l’idea di sviluppo sostenibile prende forma.

Nel 1987 viene promulgato il “Our Common Future”, il cosiddetto  Rapporto Bruntland, elaborato dalla Commissione Mondiale per l’ambiente e lo sviluppo (WCED).

Il WCED conclude che ambiente e sviluppo non possono essere considerate due sfide separate: la Commissione elabora un approccio allo sviluppo che tiene in considerazione le relazioni esistenti a livello ambientale, economico, sociale e del mondo tecnologico. Questo approccio venne chiamato “Sviluppo Sostenibile”.

Lo sviluppo e il completamento del concetto datano 1991 con la pubblicazione di “Caring for the Earth: A Strategy for Sustainable Living” . Lo sviluppo sostenibile è definito come “il soddisfacimento della qualità della vita, mantenendosi entro i limiti della capacità di carico degli ecosistemi che ci sostengono”

“Caring for the Earth” fu pubblicato dalla World Conservation Union (IUCN), dal United Nations Environment Programme (UNEP) e dal World Wide Fund for Nature (WWF).

Le due definizioni, quella del 1987 e questa del 1991, danno assieme una chiara comprensione del concetto di Sviluppo Sostenibile inteso come beneficio per le persone e per gli ecosistemi.

 

1992 – 2002: La condivisione

La Conferenza di Rio de Janeiro (3-14 giugno 1992) è conosciuta anche come il Summit della Terra. Alla Conferenza partecipano 172 stati, decine di migliaia di persone e oltre 10.000  giornalisti.

Tutte le delegazioni presenti approvarono:

  • la Dichiarazione di Rio, un impegno sulla tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile
  • una Dichiarazione di Principi senza valore legale sulla gestione, conservazione e sviluppo sostenibile delle foreste
  • l’Agenda 21, ampio ed articolato programma di azione che costituisce una sorta di manuale per lo sviluppo sostenibile del pianeta da qui al 21° secolo.

 

L’Agenda 21 può essere considerata come il punto in cui l’approfondimento scientifico e culturale del concetto di Sviluppo Sostenibile diventa linea guida per le policy.

Vedremo come Agenda 21 è declinata rispetto allo sviluppo delle città.

 

Dal 2 al 4 settembre 2002 si tiene a Johannesburg il WSSD (World Summit on Sustainable Development). Vengono confermati gli obiettivi già indicati da Agenda 21 e sono richiamati quelli previsti dalla “United Nations Millenium Declaration”.

Perché lo sviluppo sostenibile contempli veramente le dimensioni economica, sociale e ambientale, si indicano i temi relativi alla pace, alla sicurezza, al rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo, al rispetto per le diversità culturali, all’estirpazione della povertà, al cambiamento nei modelli di produzione e consumo insostenibili e alla protezione e alla gestione delle risorse naturali quali nodi cruciali per un reale progresso dell’umanità.

 

Conferenza di Bonn 2009

A Bonn dal 31 marzo al 1 aprile 2009, si è tenuta la Conferenza Mondiale dell’UNESCO sul tema dello sviluppo sostenibile per fare il punto delle azioni a metà del decennio dedicato a questo tema.

La conferenza ha permesso di verificare quali obiettivi sono stati raggiunti e di individuare quali sono ancora da perseguire.

 

 

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