VIVA LA VERNICE COL POMODORO 

Ricavare dalle bucce di pomodoro una nuova ecovernice priva di sostanze dannose per la salute: è l’idea che ha valso all’Azienda agricola Virginio Chiesa l’Oscar Green 2017 di Coldiretti

 

biocopac

 

Se le aziende italiane investono sempre meno in ricerca, stando ai dati 2016 diffusi dall’Istat, il progetto realizzato dalla famiglia Chiesa di Canneto sull’Oglio (MN) costituisce un’eccezione che fa sperare in un’inversione di tendenza: ne parliamo con Stefano che, insieme al fratello Alessandro e alla sorella Maria Elena, ha ereditato dal padre Virginio le redini dell’impresa di famiglia. 

 

È un progetto particolare, ce lo spiega? 

Si tratta di un impianto pilota in grado di estrarre dalle bucce di pomodoro la cutina (sostanza organica che impregna gli strati esterni del frutto, ndr), che poi si utilizza per realizzare una vernice vegetale unica al mondo. In questo modo si recupera e valorizza uno scarto industriale. 

 

Come è nata l’idea? 

Nella nostra azienda usavamo già le bucce di pomodoro per la produzione di biogas ma, poiché non venivano del tutto smaltite, ci siamo chiesti se fosse possibile reimpiegarle. Ne abbiamo discusso con i ricercatori della SSICA (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari) di Parma che hanno recuperato un manoscritto del 1942 secondo cui si poteva utilizzare la cutina contenuta nella buccia del pomodoro per creare speciali resine. Così è nato nel 2013 il progetto Biocopac, finanziato con i fondi del programma europeo Life, coordinato dalla SSICA e gestito operativamente da tre partner: CFT S.p.A. di Parma, che ha costruito l’impianto, noi che estraiamo la cutina dal pomodoro e Salchi Metalcoat S.r.l. di Burago di Molgora (MB), referente per la polimerizzazione della cutina, necessaria per produrre la vernice. La polimerizzazione è la reazione chimica che determina la formazione di una catena polimerica, cioè di una molecola costituita da una serie di parti uguali. Dopo la fase di laboratorio, quest’anno abbiamo ottenuto il finanziamento Life+ per Biocopac+, la seconda fase, che entra nel vivo del progetto, per arrivare alla produzione su larga scala. 

 

Quali risultati avete ottenuto per ora? 

Oggi siamo in grado di produrre la biovernice estraendo la cutina su scala semi-industriale grazie a un impianto con la capacità di 100 kg/ora di bucce. Biocopac+ è stato brevettato in Italia e non mi risulta esistano progetti simili in Europa. La nuova sfida è riuscire a riprodurre la stessa formula in modo costante, per ottenere una vernice di qualità stabile.  

 
Quali sono i vantaggi legati alla biovernice? 

Sono diversi, dal recupero degli scarti del pomodoro (utile per le aziende produttrici di conserve, ndr) alla possibilità di produrre scatolame alimentare senza bisfenolo A, una molecola tossica, dannosa per la salute, presente nelle vernici dei contenitori metallici per alimenti. La Francia ha già bandito questi prodotti e la Comunità Europea sta emettendo alcune direttive. Noi stiamo preparando un’alternativa! 

Anna Francioni 
info@cibiexpo.it 

 

 

Articolo pubblicato il 13-10-2017

 
Colophon

Direttore responsabile

Paola Chessa Pietroboni

 

Art director
Marco Matricardi

Redazione 

Alessandro Caviglione
Anna Francioni

Ilaria Greco
Marta Pietroboni 
Carmen Rando

 

Relazioni istituzionali
Cinzia Maddaloni

Pubbliche relazioni
Marta Pietroboni

Consulenza scientifica

Ettore Capri – Ordinario di Chimica agraria

Flavio Merlo – Sociologo

Toni Sàrcina – Patron di Altopalato

 

Illustratore

Libero Gozzini

 

Fotografo
Guido Valdata

Stampa: Academia Universa Press

© 2014 Cibi srl 

È vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e spazi pubblicitari senza l’autorizzazione dell’Editore. 

L’Editore dichiara la propria disponibilità a regolarizzare eventuali omissioni o errori di attribuzione.