QUASI QUASI MI FACCIO UNO SHAMPOO…(AL CAFFÈ)

Una tazzina di caffè a colazione non solo per iniziare bene la giornata, ma anche per dare forza ai nostri capelli e alla nostra pelle. Con il progetto Coffee Reloaded il caffè è tonico, ma anche virtuoso e sostenibile

 

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Photo by Ali Yahya on Unsplash

 

Al mattino l’odore di caffè profuma l’aria e si diffonde nella cucina regalandoci una confortevole e calda sensazione, come di un dolce risveglio. E se quell’aroma si diffondesse anche sotto la doccia e ci accompagnasse durante la giornata? Mary Wang è arrivata in Italia 5 anni fa dopo essersi laureata in biologia molecolare alla London University ed è stata sedotta dall’abitudine italiana di bere l’espresso più volte durante il giorno. È stato proprio in un bar che l’è venuta l’idea di riciclare i fondi per creare una linea di saponi e creme per il corpo. Un sorso…e via. Detto fatto. «Il progetto si chiama Coffee Reloaded – ha spiegato Mary – e punta a riciclare i tanti resti di caffè che vengono buttati via quotidianamente. Invece sono una risorsa preziosa». Nella cialda di caffè, infatti, l’acqua passa solo per 15 secondi. Permette il rilascio della caffeina, ma nella polvere restano imprigionate proprietà benefiche in grande quantità. «Noi puntiamo a sfruttare proprio queste proprietà, grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate che permettono di estrarre tutte i componenti, ottimi per la cura dei capelli e del corpo». Per ora il team di Coffee Reloaded ha finalizzato il business-plan e sta lavorando con un’impresa per studiare praticamente le modalità d’estrazione. Tuttavia Mary e la sua squadra stanno già provando a miscelare queste sostanze aromatiche in prodotti neutri come shampoo, sapone e crema per il corpo. «Dalle analisi – spiega Mary Wang – è emerso che le sostanze presenti nei fondi di caffè hanno anche proprietà “anti-age” e noi speriamo di poterle presto immettere in tutti i prodotti» Si è partiti da una semplice idea di riciclo, ma poi tutto ha iniziato a prendere forma velocemente, tanto che a Mary si sono uniti poi Lucia Zanotti, Cristina Apploia, Ernesto Pavoni e Maurizio D’Antonio, tutti laureati in biologia o chimica. «Per i primi test abbiamo chiesto ai bar di Milano di regalarci i propri fondi di caffè spiegando il nostro intento – raccontano – e solo successivamente abbiamo deciso che sarà proprio questa la nostra fonte di materia prima, sia per avviare un processo virtuoso di riutilizzo, sia per diffondere l’idea di un riciclo sostenibile». Coffee Reloaded pare aver incontrato il favore di molti esperti e tecnici tanto che è arrivato in finale ad Alimenta2Talent (l’incubatore d’impresa del Parco Tecnologico Padano), aggiudicandosi un finanziamento di 9mila euro. Fondi che il team sta impiegando per la sperimentazione. «E ora – sottolinea Mary – siamo alla ricerca di un brand che voglia sposare l’idea e realizzare con noi i prodotti al gusto di caffè». Secondo il business-plan, per il primo anno il gruppo dovrà recuperare 2500 kg di fondi di caffè, poi 10 kg al giorno per i primi 5 anni. «In seguito si vedrà, ma consideriamo – spiega Mary – che per fare un bagnoschiuma da 300 ml servono i fondi di 2 tazze di caffè». Sarà un risveglio energetico, dunque, perché basterà 1 tazzina per colazione e 2 per il bagnoschiuma e poi…la giornata può iniziare!

Bianca Senatore

 

 

Articolo pubblicato il 29-03-2018

 
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