INSTANT NOODLE, OVVERO LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA

Dalla letame nascono i fiori, dalla polvere la pasta. E in pochi minuti...

 

Photo by Masaaki Komori on Unsplash

 

Versi l’acqua, aggiungi la polverina, aspetti 5 minuti. Semplice, veloce, economico, facile da conservare, richiede solo acqua e calore

La carestia del dopoguerra sferza ancora il Giappone e la scarsità di riso è compensata a fatica dai pacchi di farina che dagli Stati Uniti entrano nel Paese e le fabbriche di noodle, (gli spaghettini generalmente prodotti da farina di grano, ottimi in brodo e molto più rispondenti al gusto giapponese rispetto al pane occidentale), non riescono a coprire il fabbisogno interno.

 

La miglior invenzione giapponese del XX secolo

Nel 1958, Momofuku Andō, imprenditore taiwanese naturalizzato giapponese, si decide a sviluppare la sua piccola produzione.
La necessità è madre di grandi idee, così, dopo 6 mesi di tentativi, il primo instant noodle (“pasta instantanea”, ndr) venne lanciato sul mercato con il prezzo ancora proibitivo di 35 Yen, circa 6 volte il prezzo di una scodella analoga, tradizionalmente prodotta, di allora. Si dovrà aspettare fino al 1971 per trovare sullo scaffale la confezione definitiva nella tipica ciotola di polistirolo con l’aggiunta di verdure liofilizzate e un prezzo che ormai è di 3 volte inferiore alla più economica scodella di noodle in un ristorante giapponese.
Negli ultimi decenni questo “piatto” ha guadagnato il palato di un sempre maggiore numero di Paesi, integrandosi nel gusto e nella cultura delle più variopinte cucine estere. Oggi si sono già battuti i 100 miliardi di questi pasti istantanei consumati nel mondo annualmente, e non solo in Asia: gli Stati Uniti, per esempio, si piazzano quinti nella classifica mondiale per consumo con 4 miliardi di pacchi nel 2012.
L’instant noodle è progressivamente diventato un fenomeno culturale in molti Paesi asiatici. Se da noi è “Sali a bere qualcosa?  e negli USA “Netflix and chill (relax più o meno piccante, ndr)?”, in molti Paesi orientali il più scontato dei pretesti d’approccio è quello di condividere una ciotola di noodle istantanei, che comunque, se la serata inizia a stomaco pieno, inizia bene. In Giappone, nel 2000, sono stati eletti come la miglior invenzione nazionale del ventesimo secolo e in Corea se ne stima un consumo pro capite di circa 70 confezioni annue ed è prassi comune nei convenience-store (piccoli empori aperti 24 ore al giorno) distribuire acqua calda e bacchette usa e getta.
In Europa la tendenza spinge dai Paesi nord-orientali: in Danimarca, Polonia, Germania, Ungheria e Ucraina è già una realtà nel quotidiano di molti per il suo basso costo, la semplicità e la rapidità di preparazione. In Italia è appena arrivata sugli scaffali una linea a marchio italiano dopo 50 anni di resistenza del mercato (complice probabilmente la forte cultura della pasta nazionale, erroneamente messa in competizione con la novità asiatica), ma è ancora presto per dire che il fenomeno abbia già attecchito anche qui da noi.

 

Sapore di noodles

Qual è? Non si può dire. Alcuni hanno il brodo, altri no, alcuni sono amari, altri piccanti o dolci; esiste perfino una linea da consumarsi fredda. A volte c’è la carne (o almeno il gusto), a volte no: la Ottogi produce in Corea una delle rare linee vegetariane solo su commissione, solo per grandi ordini, destinata ai monasteri buddisti. Gli spaghettini? possono essere di grano, riso e chissà cos’altro, a volte non sono nemmeno spaghettini, a volte sono dei delicatissimi “italian maccaroni” con “cheese” (che per onore alla nostra bandiera il mio cervello rifiutò di tradurre in “formaggio” quando personalmente incappai nel prodotto durante un viaggio in Asia). Parliamo di un’idea, non di un cibo particolare, parliamo di un pasto soddisfacente con un gusto standardizzato sempre abbastanza appetibile, parliamo di un prodotto conservabile per lungo tempo a temperatura ambiente.  A chi storce il naso, perché “chissà che porcherie ci mettono”, non si può che concedere il beneficio del dubbio e, nonostante il suo creatore, il signor Andō, abbia raggiunto la veneranda età di 97 anni sostenendo di essersi nutrito di noodle istantanei fino al giorno del suo trapasso, questi cibi sono spesso nutrizionalmente molto sbilanciati e sceglierli come alimento base, se non unico, della giornata, potrebbe essere rischioso per la salute.

 

Instant è bello e… molto comodo

Evitando di esagerare, la fortuna del cibo “instant” sta nella comodità, semplicità e versatilità d’uso, perché va bene in campeggio, alle feste con gli amici, quando torni dalle vacanze e non c’è niente in frigo, nei rifugi antiatomici o per superare difficili domeniche mattina. Ma soprattutto va bene quando studi fuori sede e cerchi in tutti i modi di risparmiare o in generale, in carenza di risorse, quando, un’alimentazione sana è un problema secondario, rispetto all’approvvigionamento della stessa.
“Ci sarà la pace sulla Terra quando i popoli avranno abbastanza da mangiare” sosteneva Momofuku Andō: oggi miliardi di persone hanno la possibilità di sfamarsi con pochi centesimi, che se non è proprio pace, magari può dare una mano.

Alessandro Caviglione
alessandro.caviglione@cibiexpo.it

 

 

Articolo pubblicato il 25-06-2018

 
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