COLTIVATORI DI EMOZIONI

Quando un progetto fa vincere tutti

 

coltivatori

 

Alzi la mano chi non vorrebbe passare l’esistenza a “coltivare emozioni”. E chi non desidererebbe veder realizzare, una volta nella vita, un proprio sogno o progetto, senza nemmeno troppa fatica.

Bene, dovete scoprire i Coltivatori di emozioni, perché stanno lavorando per voi. Parliamo di un gruppo di ragazzi, una decina a oggi, che grazie all’idea di Paolo Galloso, pugliese visionario appassionato di natura, ha dato vita a un progetto ambizioso: salvaguardare le tradizioni agricole del nostro Paese, tutelare il paesaggio, recuperare i terreni incolti, aiutare l’inserimento e reinserimento lavorativo delle fasce più deboli della popolazione, avvicinare il consumatore alla bellezza e alla complessità delle attività agricole.

 

Come?

Realizzando una piattaforma, che permette di scoprire, scegliere e adottare a distanza alberi (ulivi e viti per adesso), risaie, colture di frumento, arnie e presto altro, disseminati su tutto il territorio nazionale e appartenenti ad agricoltori o a enti locali, aderenti al progetto.

 

A sostegno delle piccole imprese

L’idea dei Coltivatori è quindi quella di sostenere le piccole imprese agroalimentari, le microeconomie locali e così facendo dare nuova vita al territorio, offrendo a chi adotta, e quindi aiuta il processo virtuoso, prodotti tipici di alta qualità.

È possibile non solo scegliere il “coltivo”, ma anche diverse modalità di adozione, così s’identificano diversi livelli di coinvolgimento nel progetto, che vanno dal semplice adottare a distanza al monitorare i coltivi, dall’assaggiare i prodotti al riceverli a casa a fine ciclo produttivo. Le adozioni genereranno occupazione diretta. Mille unità adottate equivarranno a un nuovo posto di lavoro e il sito sarà sempre aggiornato e trasparente (www.coltivatoridiemozioni.com)

Il progetto sembra proprio un win win, come dicono gli Americani, un progetto in cui vincono tutti.

Con i Coltivatori lavorano amministrazioni locali, istituzioni e associazioni, mosse dal comune obiettivo di riqualificare e recuperare aree rurali abbandonate e valorizzare il territorio attraverso la promozione delle sue tipicità, ma anche di sviluppare uno strumento nuovo ed efficace di controllo. A rendere forte e stabile l’iniziativa, una ventina di grandi aziende che hanno da subito creduto nel progetto e l’hanno scelto come azione di responsabilità sociale d’impresa. Ai coltivatori che aderiscono, infine, è garantita una quota fissa di venduto. E per favorire anche l’integrazione daranno presto risposte le università di Lille in Francia e La Sapienza di Roma che monitoreranno l’efficacia del progetto nel reinserimento lavorativo dei migranti. Insomma, non resta che partecipare.

Marta Pietroboni

marta.pietroboni@cibiexpo.it

 

 

Articolo pubblicato il 23-11-2017

 
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