ESTATE, È TEMPO DI MANNA

Nel verde incontaminato del Parco delle Madonie (PA) un Consorzio lavora per il rilancio della produzione della manna, straordinario dolcificante naturale dai tanti possibili utilizzi in ambito alimentare, farmaceutico e cosmetico.

 

 

Con l’arrivo del caldo estivo, gli agricoltori della Sicilia, terra in cui la manna – la linfa di alcune specie piante (Fraxinus Ornus) – è riconosciuta prodotto agroalimentare tradizionale, si preparano al raccolto.

In particolare, nel Parco delle Madonie (PA) – incontaminato polmone verde a circa 90 chilometri da Palermo, caratterizzato da elevate temperature, scarse escursioni termiche e bassa umidità dell’aria durante tutto il periodo di produzione (da fine giugno a metà settembre) – da 3 anni sono molto attive quattro giovani cooperative agricole (La 50, Oasi, Nuova Alba e Il Girasole), unite nel Consorzio Manna Madonita. Ciò che le guida è il desiderio comune di rilanciare la coltivazione di questo prodotto – straordinario dolcificante naturale dai tanti possibili utilizzi in ambito alimentare, farmaceutico e cosmetico.

La manna nasce da una rara specie di frassino (del genere Fraxinus L) coltivata solo in ristrette superfici del comprensorio del Parco delle Madonie. Verso la seconda o terza decade di luglio, i frassinicoltori (detti anche mannaroli o, in siciliano, ntaccaluori) verificano lo stato di maturazione delle piante facendo piccole incisioni sulla corteccia del frassino, con una particolare roncola molto affilata e appuntita, detta mannalouru o cutiéddu à manna. Da questi solchi sgorga un liquido ceruleo e amaro che, a contatto con l’aria, si rapprende rapidamente formando uno strato cristallino biancastro: la manna. Per raccoglierla i mannaroli inseriscono sotto l’incisione una piccola lamina d’acciaio a cui viene legato un filo di nailon lungo il quale, nei giorni successivi, la manna gocciola formando piccole stalattiti, i cosiddetti ‘cannoli’ che, del tutto privi di impurità, sono molto pregiati sul mercato. La parte di linfa che si rapprende sul tronco viene raschiata e costituisce la ‘manna in rottame’, la qualità meno pregiata. Un curiosità: Il nome deriva dall’aramaico ebraico ‘Mân Hu?’ (‘Cosa è?’) ovvero la domanda, come narra la Bibbia, che gli ebrei stremati e affamati rivolsero a Mosè che li stava guidando nel deserto nel veder cadere dal cielo un cibo a loro sconosciuto, miracolosamente mandato da Dio .

 

Tante proprietà e svariati utilizzi

La sua complessa composizione (è costituita prevalentemente da mannite, acidi organici, acqua, glucosio, fruttosio, mucillagini, resine e composti azotati) le regala numerose qualità benefiche e gustative rendendola così un prodotto utilizzabile in  svariati settori:

 

Pasticceria – La manna può essere utilizzata per la preparazione di dolci, torte e biscotti. Con il suo potere dolcificante naturale, permette di ridurre o sostituire del tutto gli altri zuccheri aggiunti, come viene sempre più spesso raccomandato dalle direttive alimentari. La mannite (o D-Mannitolo), il suo componente principale, è un alcool incolore, inodore e di sapore zuccherino che, noto con il nome di ‘Zucchero di Manna’, può essere tollerato anche da soggetti diabetici.

 

 

Farmaceutica – La manna è un ottimo blando purgante, privo di controindicazioni sia per gli adulti sia per i bambini. La mannite può essere utilizzata nei casi di avvelenamento (produce un aumento della diuresi e, quindi, l’espulsione delle sostanze tossiche attraverso i reni), in caso di edemi polmonari e cerebrali. È inoltre efficace contro i parassiti intestinali. Gli oligoelementi di cui è ricca la rendono un’ottima sostanza detossinante.

 

Cosmesi – Grazie al suo potere emolliente, rinfrescante e cicatrizzante, la manna viene utilizzata soprattutto in formulazioni cosmetiche per pelli sensibili e in prodotti anti-età.

 

Marta Pietroboni (Fonte: Comunicato Stampa)

 

 

 

 

Articolo pubblicato il 25-06-2018
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