TEMPO DI LINNER CON SFOGLIA DI PERA E ROQUEFORT

Dopo il brunch, il linner...dall'America con furore! Ce ne parla la nostra Chiara

 

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La nostra Chiara (nordfoodovestest.com) ci fa scoprire ancora qualcosa..

Quando qualcuno condivide, tutti vincono.
[Jim Rohn]

 

LINNER

Ne avete mai sentito parlare? Sì, ricorda il dinner – cioè la cena – ma ha in sé ancora qualcosa del lunch – cioè il pranzo. Insomma un pranzo in ritardo o una cena anticipata. Direttamente dagli States (e da dove altrimenti?), un altro trend alimentare che, forse sì o forse no, spopolerà anche da noi. Cosa è certo è che in un tweet di inizio gennaio Mariah Carey ha suggerito a un suo amico, dato l’orario dell’invito, non di fare il solito brunch ma un bel linner, ovvero un lunch dinner! Eccolo lì, il tweet di Mariah che in pochi minuti si è diffuso alla velocità del fulmine. Questa parola ibrida ci fa riflettere su come pensare a questo pasto un po’ in ritardo o un po’ in anticipo.

 

Nel mio libro Nordfoodovestest (2017, Cartman) ho analizzato la storia dell’ospitalità nelle sue più diverse forme, nei più svariati Paesi e nelle varie epoche. Qualcosa di simile al linner possiamo pensare ci fosse sicuramente nella storia passata. Poteva assomigliare, ad esempio, nel simposio romano, a un ‘dopo pasto’ (un post prandium) o a una gustatio, la prima fase della coena. E dire che anche noi spesso pranziamo tardi o ceniamo presto, ma non abbiamo ereditato dal passato un termine preciso, e poi in effetti questo linner denota un’abitudine che porta con sé quindi anche un menù un po’ particolare, abbastanza leggero, un po’ dolce un po’ salato, che ricordi anche un po’ la merenda e ci predisponga alla cena. Certo è che il linner è legato alla convivialità, suggella momenti di piacevolezza e di meraviglia e in questa direzione ho pensato a un piatto che avesse i requisiti del dono, dell’esclamazione, della sorpresa

 

SFOGLIE RIPIENE DI PERE, SCALOGNO, MIELE E ROQUEFORT, CON PINOLI E NOCI. Ricetta vegetariana

Magari evitiamo la carbonara, e diamoci a piatti più semplici, ma d’effetto: salatini, quicheamuse bouche, insalate con caprino e frutta secca, qualche dolce/salato leggero, un Prosecco e piattini da dessert. Io ho pensato a un piatto proprio tra il dolce e il salato, che volendo è un piatto unico, delicato ma pieno di gusto, bello da vedere, volendo lo servi come delle monoporzioni (io ho scelto delle ceramiche inglesi antiche). La sfoglia è un ingrediente ad hoc per i nostri linner, e allora via libera a pranzi in ritardo ma organizzati bene, in attesa che la sera arrivi, e si possa condividere il piacere di un pasto un po’ più lungo insieme.

Se vediamo il linner come una moda e basta, sbagliamo. Pensiamolo di più come al nostro bisogno non velato di condividere il piacere di un pranzo e di un cibo preparato con cura e attenzione. Un linner per sfuggire alla solita fretta quotidiana e concedersi del tempo per assaporare e dividere con altri il beneficio di quel piacere. E così stiamo meglio, ci divertiamo e mangiamo anche bene!

 

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Ingredienti per 4 sfoglie

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare; 4 pere non troppo mature; 150 g di Roquefort (se non lo trovate, optate per della gorgonzola piccante); 1 scalogno; una manciata di noci e pinoli; 1 cucchiaino di miele; 1 cucchiaino di crema di aceto balsamico; olio evo e pepe nero q.b.; pepe rosa in grani; rosmarino fresco; pepe rosa in grani.

 

Preparazione 
  • Pulite le pere, togliete il torsolo con il levatorsolo e disponetele su un teglia rivestita di carta forna. Aggiustate con un pizzico di pepe e infornate a 180° per dieci minuti circa .
  • Nel frattempo in un padellino fate insaporire lo scalogno tagliato fine con un pizzico di pepe, miele, balsamico a fiamma bassa per un paio di minuti. A fiamma spenta, aggiungete il Roquefort a pezzetti, le noci sbriciolate e i pinoli e amalgamate bene il tutto fino ad ottenere una crema abbastanza omogenea. Nel caso, per ottenere una crema più fluida, aggiungete un cucchiaio di panna fresca.
  • Estraete la sfoglia dal frigo, tagliatela in quattro rettangoli. Riempite ogni pera con la farcia e stendete anche un po’ del ripieno su metà sfoglia. Tagliate invece delle strisce sull’altra metà (le avvolgerete poi intorno alla pera).
  • Formate i vostri pacchettini di sfoglia arrotolando la pera intorno alla sfoglia (usate le strisce per avvolgere bene il tutto in modo che il ripieno non fuoriesca).
  • Coprite le sfoglie con un bel giro di Extravergine, il pepe rosa sbriciolato e il rosmarino. Infornate a 180° per 40 minuti (fino a che la sfoglia non dora per bene).
  • In un pentolino sciogliete un cucchiaio circa di Roquefort con del pepe rosa sbriciolato e colatelo sulle pere prima di servire.

 

 

Articolo pubblicato il 07-02-2018
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