LA PRODUZIONE SOSTENIBILE DEL VINO

Gli italiani? Sempre più disposti ad acquistare prodotti green se di qualità. Ma quando si chiede di esplicitare cosa significa green, le risposte sono spesso generiche o non vanno oltre il tema delle emissioni di CO2...

 

bianca-isofache-400477-unsplash

Photo by Bianca Isofache on Unsplash

 

Questo il pensiero di Fabio Iraldo, coordinatore del Dipartimento di Energia ed Ambiente (IEFE) presso l’Università Bocconi di Milano.

Per questo è necessario creare dei modelli riconoscibili che identificano – per stakeholder e consumatori – un percorso di sostenibilità in cui aspetti economici, sociali ed ambientali siano integrati.

Il progetto V.I.V.A. avviato dal Ministero dell’Ambiente, ha proprio lo scopo di misurare – e quindi migliorare – le performance di sostenibilità della filiera viti-vinicola attraverso 4 indicatori che identificano l’impatto socio-economico, le emissioni climalteranti, la water footprint e la gestione complessiva del ciclo di vita, dal vigneto allo scaffale.

“Il modello V.I.V.A. considera l’intero ciclo di vita del prodotto misurando l’impatto ambientale complessivo” ha dichiarato Piero Mastroberardino, Presidente del Gruppo Vini di Federvini. “Si tratta di un approccio potenzialmente strategico sia per valutare l’impatto delle diverse fasi di lavorazione e quindi capire meglio dove andare ad investire in chiave di maggiore efficienza, sia in chiave di comunicazione verso gli stakeholder”

 

Anche la Commissione Europea sta lavorando in questa direzione, favorendo virtualmente qualità e trasparenza del prodotto italiano. La PEF (Product Environmental Footprint) è la metodologia proposta da Bruxelles per misurare e comunicare al mercato l’impatto ambientale dei prodotti in commercio così da favorire, agli occhi del consumatore, quelli più “green”. Il metodo si basa sulla ben nota “analisi del ciclo di vita” (LCA).

La PEF è in via di definizione e ad aprile chiuderà la parte dedicata ad una serie di settori merceologici tra cui il vino.

L’Italia ha deciso di prendere la palla al balzo cogliendo l’opportunità di applicare la PEF, primo tra i paesi EU: si tratta del progetto Made Green in Italy, che, attraverso un’etichetta specifica che fa riferimento esplicito al Ministero dell’Ambiente – partendo dalla legge sulla “Green Economy” n. 221/2015 – mira a innescare un circolo virtuoso tra competitività dei sistemi produttivi del Made in Italy e sostenibilità ambientale. 

Fonte: Ufficio Stampa Federvini

 

 

Articolo pubblicato il 23-04-2018
articoli correlati